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venerdì 22 giugno 2018
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Stefano Bruzzi

Stefano Bruzzi

Stefano Bruzzi (Piacenza 1837-1911).
Dopo gli studi umanistici seguiti a Piacenza, nel 1854 si recò a Roma, dove si dedicò allo studio attento del vero (figura e paesaggio). Apprese una tecnica schietta, un disegno duro, copiando gli alberi fibra per fibra, i rami foglia per foglia.
Crebbe lontano dalle scuole, dedicandosi a studi di costume, prevalentemente all`acquarello. Innamorato del suo Appennino, pur essendosi trasferito con la famiglia nel 1864 a Firenze, durante l`estate dimorò sempre nella villa paterna di Roncolo di Groppallo. Dal 1896 al 1908 insegnò presso l`Istituto Gazzola di Piacenza.
Suo compagno di studi nei dintorni di Roma dal 1855 al 1857 fu Nino Costa.
Nelle numerosissime tele, ma più ancora negli schizzi, espresse la natura dal vero. In certi quadri di paesaggio con figure, di solito di piccole dimensioni, si dimostrò non insensibile all’influenza dei Macchiaioli, ma in sostanza, pur vivendo a Firenze negli anni buoni del gruppo, egli se ne stette in disparte, con gli `accademici`, suscitando l`ironia di Diego Martelli.
I paesaggi sereni della zona di Groppallo, e in particolare intorno a Bruzzi sono riconoscibili nelle sue tele esposte presso la Galleria di Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza. Molte sue opere sono esposte in diversi musei e raccolte private di tutto il mondo.
A lui è dedicata la Scuola media di Farini.

Di lui dissero che fu un pittore "georgico, che rese la maestà della montagna, la poesia dei campi, l'umanità palizziana dei greggi e delle mandrie" (Quintavalle).  "Fu un contemplativo, che amò l'ozio salubre dei pascoli ne sentì la penetrante e delicata malinconia" (Sapori). "Non fu tormentato da fiamme di idealismi nè da manie di tecniche nuove, di espressioni più intense, per questo la sua arte appare serena, uguale, facile e limpida" (Pettorelli).
Questi i suoi meriti e i suoi limiti, il motivo del suo successo e dell'oblio in tempi moderni.
I numerosi studi dal vero, i finissimi disegni sono capolavori che testimoniano la schiettezza del suo sentimento e la genuina spontaneità della sua arte.

Nel 2011 è ricorso il centenario della sua morte.
Per l'occasione la Galleria d'arte moderna Ricci Oddi di Piacenza e la Fondazione di Piacenza e Vigevano hanno dedicato a Bruzzi due mostre correlate: "Un macchiaiolo tra Piacenza e Firenze"  e "La poetica della neve", che hanno rappresentato un'occasione straordinaria per ammirare circa 100 opere, tra quadri e bozzetti del pittore piacentino.


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