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giovedì 19 ottobre 2017
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La bella Rosania

Il fantasma del castello di Gropparello

Siamo nel XIII secolo, la bella Rosania Fulgosio è stata data in sposa a Pietrone, signore della Rocca di Cagnano
Durante una assenza del marito la fortezza viene assediata dai soldati del Marchese Pallavicino, comandati da Lancillotto Bracciforti, un giovane bello e coraggioso, fidanzato un tempo di Rosania.

Il manipolo di guardie rimaste a difesa del castello non riesce a far fronte agli assedianti e Rosania, per evitare guai peggiori, decide di arrendersi, ottenendo in cambio garanzia di salvezza per tutti coloro che si trovano all'interno ed evitando la distruzione della rocca.

Lancillotto prende possesso del fortilizio per conto del suo padrone e fra i due ex fidanzati scoppia nuovamente l'amore.

Qualche tempo dopo il condottiero riceve l'ordine di recarsi altrove, è costretto a partire lasciando solo un esiguo manipolo di soldati a difendere il nuovo possedimento del marchese.

Pietrone che aspetta solo l'occasione propizia si fa avanti e non ha difficoltà a sconfiggere il presidio e riprendere possesso del suo feudo.

Una serva del castello, sperando in una ricompensa, informa Pietrone del tradimento della moglie.
La vendetta del signore di Cagnano non si fa attendere, ed è terribile: con la scusa di avere un posto sicuro e imprendibile in caso di nuovi attacchi fa costruire una cella sotterranea, con ingresso chiuso da portone di ferro e mascherato da grossi massi. Allontanata la maggior parte della servitù fa organizzare un banchetto e chiede alla moglie di presentarvi conl'abito nuziale. Durante il banchetto Rosania brinda con vino nel quale era stato sciolto del sonnifero e così si addormenta. Al risveglio si trova sola, imprigionata in una cella che quasi nessuno conosce e dalla quale grida la sua disperazione senza poter essere sentita.

Ma nemmeno la domestica spiona può godere i frutti del suo tradimento, il suo corpo infatti viene trovato sfracellato nella gola del Vezzeno, la leggenda ci racconta che proprio Pietrone la pugnala e la getta nel dirupo...





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